La verità vale più di un'identità

Vizetelly


Il Telescopio di Ruggero Bacone

L’uso delle lenti probabilmente è antecedente, dice Mr. Vizetelly

All’editore del New York Tribune:

Secondo il giornale della mattina, “la scoperta dei manoscritti cifrati dimostra che Ruggero Bacone utilizzava potenti microscopi e telescopi”. Risulta dalla stessa fonte che questo annuncio è stato fatto dal Dr. Wilfred M. Voynich, e inoltre, egli ci racconta che è stata usata una chiave per decifrare il codice utilizzato da Bacone e scoperta dal Dott. William Newbold Romaine, dell’Università della Pennsylvania. Nel 1861, solo 60 anni fa, il professor Charles Emile Auguste, rettore dell’Accademia di Lione, ha pubblicato un lavoro intitolato “Roger Bacon sa vie, ses ouvrages, dottrine d’apres des texts inedits”, come risultato della scoperta dell’Opus Bacon Tertium nella Biblioteca di Douai in 1848. Nel suo lavoro, il professor Charles sottolinea il fatto che Bacone descriva come possa essere costruito un telescopio e discute di leggi della riflessione, della rifrazione, di costruzione di lenti e di specchi. Similmente Louis Grégoire (1870) sostiene: “Bacone ha studiato l’azione di lenti e vetri convessi, ha inventato gli occhiali per i presbiti, ha prodotto la teoria dei telescopi e, per le sue osservazioni astronomiche, è stato accusato di magia. Dobbiamo invece considerarlo come il padre dell’Ottica.” Tra le fonti cui attingeva Bacone sono state rintracciate anche quelle relative ad Alkendi, un infaticabile studioso arabo che è morì nell’ 860, i cui scritti di matematica, filosofia, ottica, astrologia e meteorologia, sono stati liberamente ripresi dagli scrittori del Medioevo. Che Bacone sia stato il primo ad utilizzare le lenti non può essere dimostrato. E’ molto probabile che fu preceduto di molti anni, come del resto lo rivelano le scoperte di Layard a Nimrud di lenti fatte di cristallo e molto antiche. Per quanto riguarda la possibilità di utilizzare delle lenti di vetro appositamente costruite per ottenere degli ingrandimenti, Alhazen, un altro matematico arabo, ci è riuscito già nel X secolo e ha notato inoltre che il potere di ingrandire aumenta in proporzione dell’espansione della dimensione della lente utilizzata. Molyneaux (Dioptrica Nova, Pag. 256) aveva l’opinione che Bacone “fece ben comprendere le caratteristiche di tutte le tipologie di lenti ottiche, e conosceva anche il metodo per combinarle in modo tale da ottenere uno strumento simile al nostro telescopio”. Inoltre si potrebbe anche citare l’ Epistola ad Parisiensem dello stesso Bacone in cui sostiene che: “gli occhiali possono essere costruiti in modo tale che l’oggetto più remoto appaia visualizzato a portata di mano.” Mentre queste citazioni ci possono far dedurre che Bacone aveva concezioni teoriche che avrebbero permesso la costruzione di un microscopio o di un telescopio, la realtà è che egli immaginò molte cose, ma era lontano dalla realizzazione vera e propria di un telescopio per cui il Dottor Smith, autore di “A Complete System of Optics” , deduce che Bacone non ha mai effettivamente guardato attraverso tali strumenti. Thomas Digges (Stratoticus, pag.359) racconta che suo padre, Leonard Digges, nell’anno 1570 venne in possesso “di un metodo per scrutare, tramite vetri prospettici e giuste angolature, qualsiasi oggetto anche lontano sul quale il sole riusciva a splendere” e questo poteva essere considerato come una forma di telescopio che Digges aveva realizzato con l’aiuto di un libro manoscritto da Ruggero Bacone di Oxford. E’ noto a tutti che i manoscritti degli studi di Bacone, sono ampiamente diffusi e che possiamo trovarli nella Bodleian Library di Oxford, il British Museum di Londra, la Bibliotheque Nationale e la Biblioteca Mazarin di Parigi, e anche nella Biblioteca di Amiens. Ciò che è particolarmente interessante sapere circa l’annuncio del Dr. Wilfred Voynich, noto bibliografo, è: Da dove viene “il manoscritto cifrato rozzamente illustrato? e come possiamo assicurarcene? E’ possibile che sia parte del bottino della desolata Douai?

FRANK H. VIZETELLY

New York, 26 Marzo, 1921.

La pagina originale in cui si trova l’articola è disponibile a questo link.

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