La verità vale più di un'identità

Articoli con tag “Eric Hebborn

Quando i Conti cominciano a tornare

Riportiamo qui di seguito l’intervento di Giorgio Conti, collaboratore di Aldo Gritti, dal quale emergono ulteriori ed interessanti notizie. Nel ringraziare Giorgio precisiamo che il suo commento è stato inserito nel post relativo alla presentazione de “I custodi della pergamena proibita” avvenuta a Pescara.

In primis mi corre l’obbligo di ringraziare i curatori di questo blog per l’accuratezza con cui lo hanno realizzato e per lo spazio dedicato alla locandina. La presentazione del libro di padre Gritti, a Pescara, si é svolta in un clima di interesse, curiosità e meraviglia.L’affluenza di pubblico é stata notevole, grazie forse anche alla vostra pubblicità.

Mi piace ora relazionare in breve sul Convegno Internazionale tenutosi a Villa Mondragone, presso Frascati, il giorno 11 maggio 2012 ( dettagli dell’evento si possono ottenere al link : http://www.voynich.nu/100.html ndr)  e dedicato al presunto ritrovamento del manoscritto Voynich, conosciuto anche come Ms 408, attualmente conservato presso la Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale. La mia partecipazione al convegno ( dovuta alla cortesia e all’ospitalità del Prof. Franco Giannini, Presidente di Villa Mondragone ) é consistita in una concisa relazione ( circa 5 minuti ) sulla nuova e rivoluzionaria tesi esposta nel libro di p. Aldo Gritti, formulata in base ai documenti in possesso dell’autore e alle indagini da lui effettuate. A tal proposito é doveroso precisare che io ho fatto parte del team di ricerca del sacerdote. L’uditorio sembrava attento alle notizie da me fornite, ma credo invece che io sia risultato quasi un personaggio “blasfemo” che infrangeva il loro INVIOLABILE MITO. Ho comunque dichiarato che i documenti di padre Gritti erano a disposizione di chi ne fosse stato interessato, ma i convenuti sembra abbiano fatto orecchie da mercante.

Gli interventi, 11 come dal programma dei lavori, hanno avuto la durata media di 30 minuti ciascuno, ad eccezione di quello di Greg Hodgins, illustrante l’analisi effettuata con il radiocarbonio-14 al fine di datare con sicurezza la pergamena. Lo stesso Hodgins ha avanzato l’ipotesi che il manoscritto sia un falso realizzato dallo stesso Voynich. Infatti, in una delle tante diapositive con le immagini degli ipotetici autori del Ms., era presente anche la foto di W.M.Voynich indicata dallo stesso Hodgins. L’uditorio è rimasto in silenzio. Ma alla fine dell’intervento, non è mancato l’applauso di cortesia. (é proprio nell’abstract stesso della presentazione di Hogins che viene affermato : “Radiocarbon dating identifies when the animal that produced the parchment lived, not when the finished parchment was written upon, so there is a formal possibility the Voynich MS was created at a later date.”  Traduzione: “La datazione al radiocarbonio individua quando l’animale da cui è stata ricavata la pelle per la pergamena ha vissuto, non quando è stato scritto sulla pergamena, quindi c’è una possibilità formale che il MS Voynich sia stato realizzato in una data successiva.” ndr)

Le relazioni sono state tutte dei monologhi, pertanto dissonanti, in quanto i relatori hanno presentato tesi completamente differenti l’una dall’altra, concordando solo ed esclusivamente su una ed una cosa : il Ms 408 é un’opera realizzata nel medioevo. In pratica é stato come ascoltare un concerto dove ogni strumento suonava per conto suo, come se ogni relatore parlasse solo per convincere se stesso della veridicità delle argomentazioni esposte ( in base alla nota teoria del più lo affermi e più ti convinci ). Mi ha particolarmente divertito ( in riferimento alle tre figurine disegnate e alle righe di testo riportate sull’ultima pagina del Ms, puntualmente decodificate da p. Gritti e riportate ne “I custodi della pergamena proibita” ) l’intervento di Johannes Albus, illustrante una fantascientifica ricetta medica medioevale, in base alla quale il fegato di caprone e la cera d’api sarebbero un toccasana per le ferite.

Concludo scusandomi per il ritardo con cui posto questa comunicazione, ringraziando per l’ospitalità e complimentandomi nuovamente per il blog.

Giorgio Conti

E’ interessante segnalare che mentre scriviamo queste righe abbiamo scovato in rete una particolare discussione. Il dialogo telematico è iniziato il 25/07/2012 (6 giorni fa) e l’ultimo messaggio è stato scritto solo 2 giorni fa (29/07/2012), non è escluso che si possano aggiungere ulteriori messaggi… Il titolo della discussione è “Wilfrid Voynich,  Forger?” (Wilfrid Voynich è un falsario?). Il caso vuole che in questa discussione si parli di: Reilly, pergamene intonse, spie, Hebborn, mappa di Vinland, Michael Barlow, libreria Franceschini… tutti temi trattati in queste settimane nel nostro BLOG e decisamente oggetto di indagine della ricerca di Gritti . Qui trovate il link

 


Eric il falsario… Yes, he can! 

Ci piace raccontare qualcosa di Eric Hebborn, falsario inglese dalle sfumature leggendarie, in grado di far passare per autentici un Bruegel o un Pontormo realizzati da lui stesso. E’ assai probabile che i musei e le gallerie di tutto il mondo mettano in mostra ancora sue opere accreditate a ben più famosi artisti di ogni epoca. La morte del re dei falsari è sopravvenuta il 10 gennaio 1996, in un ospedale di Roma, la città che lo ospitava da anni e che in quel giorno lo dimenticò considerandolo troppo frettolosamente un clochard. Finì in ospedale perché ubriaco e vittima di una maldestra passeggiata che gli procurò l’incidente fatale. Probabilmente non si saprà mai se fu davvero un incidente o qualcosa di diverso.

Il maestro dell’imbroglio d’arte fu reo confesso in un libro apparso in Italia nel 1994 ( Troppo bello per essere vero – Autobiografia di un falsario, Neri Pozza Editore) di lì a poco seguì l’ancor più pratico Manuale del falsario. Viene qui di seguito presentata un’intervista fatta allo stesso Eric Hebborn e andata in onda su Canala 5 poco prima della sua prematura e misteriosa morte. Dopo averla vista faremo insieme qualche considerazione…

Prima di effettuare qualsiasi osservazione specifichiamo che il testo “The Art Forger’s Handbook” di Hebborn fa parte della bibliografia del romanzo “I custodi della pergamena proibita” di Aldo Gritti.

Numerosi musei e gallerie rifiutarono di ammettere che i Pontormo e i Bronzino, ma anche i Piranesi, i Tiepolo e i Corot che tenevano esposti, fossero in realtà degli Hebborn. Solo in un secondo tempo ritirarono con discrezione le opere… Ergo: quando si palesa la falsità di qualsiasi opera c’è da fare i conti con gli interessi del proprietario.

In riferimento a quanto detto nell’intervista dallo stesso Hebborn e relativo al reperimento dei fogli sui quali disegnava, se facessimo un esame al radiocarbonio di un suo disegno, secondo voi, che datazione otterremmo? ma soprattutto: il risultato di quell’esame ci direbbe ancora qualcosa sulla sua autenticità?

Perchè i più importanti musei del mondo sono stati ingannati anche se mai avrebbero ammesso il contrario, mentre non dovrebbe essere possibile per altri falsificare una pergamena antica in epoca moderna?

Hebborn è stato un genio randagio e solitario? Oppure ci sono e ci sono stati altri falsari che rendono i musei e le gallerie del mondo dei siti in cui avvengono potenziali esposizioni di altri oggetti non autentici? Quanto è diffusa l’arte della falsificazione? e quante persone potenti sono interessate a non far sapere niente di questo mondo?

Per ulteriori approfondimenti sulla storia di Eric Hebborn segnaliamo due link:

sul mistero della sua morte (qui)

sulla sua biografia (qui)