La verità vale più di un'identità

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Riflessioni Accademiche

Riportiamo qui di seguito alcune considerazioni che la dott.ssa Anna Castriota ha voluto rilasciare al nostro BLOG. Ricordiamo che la dott.ssa è una studiosa di ideologie politiche radicali e terrorismo e che ha collaborato con padre Gritti per tutto ciò che concerne le ricerche storiche di quel periodo e descritte nel romanzo “I custodi della pergamena proibita”.

Salve a tutti!

Vorrei intervenire su una questione che mi sta molto a cuore.

Come tutti ormai sappiamo, il libro di padre Gritti ha finalmente chiarito uno dei misteri più oscuri e relativo al leggendario manoscritto Voynich. Nonostante ciò, ho notato che spesso è più comodo attribuire la paternità del manoscritto ai marziani, alle fate o agli elfi, piuttosto che accettare il fatto che si tratti di un’opera abilmente contraffatta da Wilfrid Voynich e che tale documento contenga messaggi in codice riguardanti l’intenso traffico spionistico avvenuto nella prima parte del 20mo secolo, proprio alle soglie del I conflitto mondiale.
Dalle ricerche da me effettuate posso affermare che lo stesso Voynich è un personaggio davvero ambiguo che si muove con agio (come molti altri in verità) negli ambienti diplomatici e in quelli più sotterranei dell’eversione politica molto comuni nell’Europa di quel periodo. E’ peraltro sospetto che Voynich decida di migrare negli Stati Uniti proprio alla vigilia dello scoppio della I guerra mondiale. Inoltre, sempre in quel periodo, la rete di interessi politici di diversi gruppi di potere è abbastanza fitta e tale da permettere l’inserimento di personaggi come Voynich, il quale sa perfettamente destreggiarsi in tali ambienti riuscendo a trarre benefici e vantaggi dalla stessa rivalità esistente tra le varie potenze.

In definitiva il manoscritto risulta essere una perfetta copertura per tali traffici. Perché allora meravigliarsi di un Voynich al soldo del miglior offerente?

Chi conosce in maniera approfondita la storia politica tra la fine del 19mo secolo e gli inizi del 20mo secolo, non si può stupire che Voynich possa essere stato un agente segreto impegnato su più fronti e che il manoscritto sia un documento contraffatto dallo stesso per scopi spionistici.

Quindi perché  tanto scetticismo e velata o addirittura aperta ostilità da parte della comunità di studiosi del manoscritto Voynich nei confronti di padre Gritti? E’ una domanda che mi pongo spesso ultimamente. Soprattutto quando interagisco con personaggi che appartengono al “circolo Voynich”.

Nemmeno un mese fa sono entrata in contatto con uno di questi “esperti”. Abbiamo iniziato una fitta corrispondenza e credevo di trovarmi dinnanzi ad un serio studioso che volesse raggiungere una qualche verità. Quando però ho accennato al fatto che il manoscritto potesse essere un falso dello stesso Voynich e avente contenuti spionistici, ho iniziato ad avere risposte ostili. L’evento che più  mi ha oltraggiato è stato l’atteggiamento di sfiducia nei miei confronti. Sono un’accademica seria e le mie affermazioni sono sempre suffragate da prove inconfutabili. Nella stessa occasione, rifiutando di venire a vedere in Italia la documentazione, si pretendeva di ricevere la scansione di documenti originali da me visionati e in possesso di padre Gritti che confermano l’attività spionistica di Voynich, operazione, questa, che potrebbe danneggiare i documenti in questione. L’alternativa proposta dall’ “esperto” è stata allora quella di visionare i documenti in una videoconferenza. Questa proposta l’ho trovata estremamente offensiva della mia parola di studiosa e della validità della mia proposta di ricerca. Ho chiaramente rifiutato, ma vorrei chiarire in questa sede che il mio rifiuto non nasconde nessun trucco o inganno.

I documenti esistono davvero, ma accetterò di discuterne apertamente solo quando troverò di fronte a me studiosi seri che vogliano appurare la verità e non a pseudo-storici o “ricercatori della domenica” i quali sono pronti ad attaccare una teoria diversa dalla loro solo perché esce fuori dal coro di quelle dagli stessi accettate.

Come si può pensare di valutare la veridicità e l’autenticità di documenti solo “intravedendoli” via webcam? le carte vanno toccate, gli inchiostri esaminati, la grafia confrontata: analisi queste che non è possibile effettuare in una videoconferenza! Un altro esempio di testardaggine, da parte di questa cosiddetta comunità di studiosi del manoscritto, è un articolo che mi è stato segnalato qualche giorno fa in cui si fa cenno alla corrispondenza di Anne Nill, segretaria e migliore amica di Ethel Voynich.

In alcune di queste lettere la Nill scrive di una possibile preesistenza del manoscritto perché questo sarebbe stato visionato da Singer nel 1905 presso il mercante di libri rari Baer in Germania. ..trattasi in realtà di un manoscritto forse simile al Voynich, ma non il Voynich! Mi viene il sospetto che il post sia stato creato appositamente per far credere al lettore che Anne Nill nutra dubbi sulla provenienza del manoscritto. L’autore dell’articolo sembra poi ignorare che la Nill fosse persona non attendibile perché affetta da malattie cerebrali. Prova di ciò è nella corrispondenza della stessa Anne Nill conservata a Cambridge e da me visionata durante le mie ricerche per il libro di padre Gritti.

Inoltre apprendo di una recente ricerca avviata su un catalogo di piante appartenuto a Ethel Voynich e che avevo chiesto di visionare al Grolier. E’ interessante comunque notare che, dopo la pubblicazione del libro di padre Gritti, la comunità Voynich si stia svegliando…

Concludo dicendo che la verità ha mille sfaccettature e che dobbiamo avere l’onestà intellettuale di accettarla in tutte le sue molteplici sfumature, anche quando infrange le nostre convinzioni più radicate. Capisco che per uno studioso del Voynich tutto ciò può risultare frustrante, ma bisogna avere il coraggio di affrontare una verità alternativa a quella in cui abbiamo sempre creduto. Solo così possiamo dire di conoscere davvero.

Grazie
Dr. Anna Castriota
Oxford