La verità vale più di un'identità

L’ispirazione Della Porta accanto…

Nel romanzo “I custodi della pergamena proibita” viene presentata l’ipotesi che Wilfrid Voynich abbia tratto ispirazione per la “creazione” delle referenze storiche al suo falso da una lettera presente nell’opera più conosciuta di Giovan Battista Della Porta: “Magia naturalis”. Vengono presentate qui di seguito: la pagina della lettera così come appare sull’edizione del 1677 di Pompeo Sarnelli, e la sua traduzione in italiano che è invece riportata nel romanzo di Aldo Gritti.

   

 “All’illustre, dotto a noi sinceramente caro Giovan Battista Della Porta. Rodolfo II per divina clemenza eletto imperatore dei Romani, sempre Augusto. Illustre, sapiente, a noi sinceramente caro. Poichè c’interessiamo (quando ci è concesso dai gravosi impegni di Stato) alla sottile scienza dei fatti naturali e artificiali, in cui tu eccelli, ti abbiamo inviato il nostro cappellano Cristiano Hermio, per esprimerti il nostro desiderio. Gradiremmo che tu generosamente gli dessi fiducia, rivelandogli con coraggio quelle cose che ritieni ci risultino gradite. E se per caso qualcuno dei tuoi familiari ha imparato l’Arte Regia, vorremmo che tu ce lo inviassi per certo periodo. Così anche noi possiamo avere spiegazioni circa il tuo pregevole studio, mentre ti manifestiamo l’affetto e la nostra benedizione. Scritto nel Palazzo Reale, nella nostra Regia Praga, il 20 giugno dell’Anno del Signore 1604: 29° del nostro Regno Romano, 32° di quello Ungarico e 29° del Boemo. Rodolfo” (tratto da ‘I Custodi della Pergamena Proibita’)

 

Annunci

10 Risposte

  1. stefano

    salve! non mi intendo molto di codici antichi e storia che si perde nel tempo ma devo dire che ho trovato il libro di Gritti avvincente, emozionante e pieno di colpi di scena. Le modalita’ dei delitti poi…incredibile!
    Mi e’ piaciuta molto la figura del commissario Corsi ma anche l’ispettrice Novelli non e’ male.
    Bravo Aldo Gritti!!!

    21 giugno 2012 alle 17:25

  2. emily

    bellissimo libro pieno di colpi di scena e con un bel feeling quasi romantico fra i due investigatori protagonisti (o mi sbaglio?): il commissario e l’ispettrice Elda Novelli. Aldo Gritti ci ha regalato bei brividi! Affascinante la storia del Manoscritto Voynich. Non ne sapevo niente prima di leggere il romanzo. Adesso invece mi e’ venuta curiosita’ di saperne di piu’. Per essere un’opera prima, davvero niente male! Complimenti al prete!

    21 giugno 2012 alle 17:31

  3. marco.surace1970@libero.it

    Salve a tutti. Mi chiamo Marco e ho scritto recensione sia su Qlibri che su Anobii per questo particolare romanzo, e vedo che essa è stata riportata in questo blog dai curatori. Mi astengo quindi dal ripetere ciò che ho già detto, tranne che Gritti riesce a trascinare il lettore nel baratro creato da Voynich. Lo immobilizza finchè comincia ad annaspare, per poi tirarlo fuori per concederli di riprendere fiato.
    E vengo all’antiquario Polacco, che ha dato filo da torcere col suo manoscritto. Personalmente ho letto tutte (o quasi) le pubblicazioni su Voynich in italiano e in inglese. Alcune rasentano la demenza. Tutto sommato basta cliccare le voci di questo eccellente blog, per avere un’dea di come la mente umana è stata stritolata dal manoscritto. Una vera follia e una macedonia di tentativi a vuoto. Il manoscritto è come un boa constrictor che avvolge il cervello. Molto valida l’immagine della magia di Della Porta dove a chiare lettere è riportata l’epistola di Rodolfo, a dimostrazione che qui certamente maturò in Voynich l’idea di attribuire all’Imperatore Boemo il possesso del documento che avrebbe costruito per inviare messaggi occulti alle Potenze straniere a cui vendere Pierre Curie, Rosa Luxemburg, e anche partecipare al complotto per l’affondamento del Titanic.
    Se ho complimentato il libro, altrettanto faccio per questo blog.
    Un ultimo pensiero lo rivolgo a padre Gritti: ciao, sei come padre Castel! E proprio il 29 p.v. andrà in onda l’episodio padre Castel e il manoscritto VOYNICH!!!
    Omaggi. Marco

    22 giugno 2012 alle 17:05

  4. MAURO

    Come giornalista, sono stato al convegno di Villa Mondragone e ho assistito alle perfomance dei convenuti di varie nazionalità. Ho rabbrividito non poco perchè, grazie all’interprete, ho appreso gli studi sinora svolti sul manoscritto che lì avrebbe acquistato Voynich nel 1912. Una vera boiata! Non si capiva nulla fra le tante teorie esposte con una sicumera e molta convinzione da parte dei relatori. Calcoli su calcoli, lettere su lettere! E poi dulcis in fundo un tale ha sostenuto persino che le donne nelle vasche non sono altro che i bagni di Nerone a Pozzuoli!
    Un signore italiano molto composto ha annunciato il libro di padre Aldo Gritti, riassumendo le conclusioni raggiunte dall’autore del romanzo qui discusso. Ha anche proposto, a nome del Gritti, che chi avesse avuto intenzione di visionare i documenti in possesso del sacerdote, bastava richiederglieli, fornendo l’indirizzo e-mail.
    Ho fissato negli occhi qualche convenuto, ma non mi sono parsi interessati a quelle che risultano delle rivelazioni. Meglio mantenere lo status quo?
    Ho letto il libro e lo giudico intrigante nella stesura thriller e vero ribaltamento sia della storia sia del contenuto del manoscritto. Poiché la mia recensione al libro di Gritti è stata presentata al giornale per cui scrivo, gradirei che gli amministratori del blog gli comunicassero che verrà pubblicato quanto prima. Basta dirgli che ha scritto Mauro. Ringrazio per la cortesia e complimenti per la realizzazione grafica.

    24 giugno 2012 alle 18:15

    • AlPuzzle

      Mauro, grazie per l’intervento. Resteremo in attesa che il suo giornale pubblichi la recensione per darne magari evidenza anche su questo blog.
      Quanto alla comunicazione all’autore, ci auguriamo che anche lui possa passare per queste pagine e vedere con i suoi occhi quello che lei vuole comunicargli. A presto.

      25 giugno 2012 alle 20:18

  5. SANDOKAN

    Per puro caso ho trovato questo blog, dopo essere stato su Qlibri dove ho trovato un commento del tutto o ingiusto o provocatorio per questo libro. Ne ho scritto uno in risposta, ma non è chiaro se sia in moderazione. Riassumo: un tale sostiene che il romanzo parte bene, poi all’improvviso esce dal cappello in modo grossolano la figura del cinese. Per chi ha letto I Custodi non sarà difficile capire che si tratta di Fred, un personaggio cinese salvato dal commissario Corsi in passato. Poichè Gritti segue sempre una logica nella scelta dei co-comprimari e non li lascia fini a sè stessi, nella tessitura della trama o se volete del plot, ha seguito una regola di Conan Doyle che più o meno è questa: ” nel caso di bisogno il detective è costretto a tirar fuori l’asso dalla manica”. Ed è a questo punto che il Cinese assume per Corsi una funzione indispensabile. Aggiungo che il lettore (sic) o non ha letto con attenzione il romanzo o di proposito finge d’ignorare il lavoro di ricerca storica fatta da Gritti, per risolver un enigma che si trascina da un secolo.
    Anzi si sofferma sulla copertina da lui ritenuta bella. Io ho scritto, tempo fa a Gritti, e lui mi ha manifestato il suo disappunto per la copertina che, a conti fatti, è solo d’impatto.
    Allora, approfitto di questo blog, per una mia malignità: chi ha scritto quel commento sopra Qlibri, non è un lettore attento, oppure conosce padre Gritti e gli ha fatto un tiro mancino. Me lo aspetterei più da uno dei tanti stranieri che hanno invano arzigogolato sul manoscritto Voynich, ma non da chi avrebbe dovuto saper leggere questo romanzo, dal quale si apprende lo scioglimento di un enigma e tante informazioni, come dimostra la pagina di libri qui montata. Grazie. Sandokan

    29 giugno 2012 alle 18:58

    • AlPuzzle

      Sandokan, grazie per il tuo intervento. Sono andato a curiosare la recensione di cui parli. Sarò sincero… credo tu faccia un pochino troppa dietrologia. La recensione è di un utente che ne ha scritte altre 169. E’ il giudizio di uno a cui non è piaciuto il libro. Ci può stare. De gustibus non disputandum est. Probabilmente questo lettore non ha ben compreso la portata delle rivelazione fatte dal romanzo. Fosse stato così avrebbe trascurato il suo gusto personale circa la presenza o meno nel romanzo di un deus ex machina e si sarebbe concentrato di più sulle ricostruzioni storiche e sui contenuti. Grazie ancora e torna a trovarci. Al

      2 luglio 2012 alle 10:25

  6. GRG

    Perché alle pagine 190 (coincidenza con la citazione di Della Porta) e 191 del (bel) libro si dice, riferendosi alla chiave decifratoria, che i glifi che la compongono sono TRENTA con le corrispondenti lettere latine mentre nella immediatamente precedente nota a pagina 189 si fa riferimento allo schema di decriptazione di fig.14, pag.388, che contiene VENTICINQUE lettere latine e TRENTADUE glifi voynichiani? Qual’è dunque la chiave?

    4 aprile 2013 alle 12:43

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...