La verità vale più di un'identità

Presentazione del libro il 16/06 a Pescara.

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7 Risposte

  1. Anna Castriota

    Mi e’ stata segnalata la presenza di questo blog e, incuriosita, mi sono collegata. Faccio parte del team di Padre Gritti e gli ho infatti dato una mano durante il periodo di ricerche per il suo romanzo. Mi picco di avere una conoscenza abbastanza profonda della storia dei primi decenni del 900 e, im particolare, mi interesso di storia delle ideologie politiche. Ho infatti fornito a padre Gritti gli strumenti storici necessari per inquadrare il periodo storico in cui si muoveva Voynich e chiarire delle sottigliezze ideologiche quando abbiamo affrontato, per esempio, il tema del socialismo e della Luxemburg. Ho indagato nell’US Bureau e ho scoperto che all’epoca Voynich col suo Manoscritto era sotto inchiesta e sospettato di essere una spia. Ma non fu mai afferrato pero’. Il lavoro d’indagine e’ stato molto faticoso anche perche’ il padre insisteva sul voler conoscere la vita reale di M.W. Voynich. E non aveva torto, considerando la documentazione da lui posseduta. Quello che emergeva dalle ricerche non risultava affatto encomiabile. All’uscita del libro di Padre Gritti, contattai personalmente Nick Pelling che ha un blog in lingua inglese sul Manoscritto Voynich, annunciandogli la prossima pubblicazione del romanzo in lingua italiana. In realta’ e’ rimasto arroccato sulle sue posizioni, credendo il Manoscritto autentico.
    Io confido nel fatto che ”I custodi della pergamena proibita” possa finalmente aprire anche in Italia un maggiore interesse di pubblico, perche’ fa luce su uno dei misteri piu’ intricati del secolo pasato.
    A.C.

    14 giugno 2012 alle 13:47

    • AlPuzzle

      Questa è davvero una sorpresa graditissima! Ringraziamo la dott.ssa Castriota per averci concesso di conoscere dei dettagli così importanti.
      Ciò ad ulteriore conferma che la stesura del romanzo si basa su un lavoro meticoloso a cui hanno partecipato illustri esperti dai più svariati campi di indagine. Grazie ancora per il contributo che ci ha voluto fornire e di tanto in tanto torni a trovarci.

      14 giugno 2012 alle 21:28

  2. CHICHIBBIO, alias Roberto

    Salve, mi presento. Sono Chichibbio e sono capace di stare su una sola zampa. Ho trovato davvero soddisfacente il romanzo di Gritti, non ricorda per nulla il Codice da Vinci, ma è un libro simile solo a sè stesso.
    Devo fare un’obiezione a questo blog: esso è carente, pur presentandosi in un suo splendore. Sapete perchè? Nonostante tutti i riferimenti messi, ne mancano ben due, la cui intelligenza andava evidenzziata. Quali?
    Risposta: l’interpretazione di Stojko, il quale sostiene che il Ms. Voynich è scritto in ucraino, solo consonanti e poi uno ci mette le vocali, per cui otteniamo:
    “Oko rispose. Il miracolo disse cose nuove. Bozia. Il Dio bambino ha l’occhio…”
    E sapete a quale pagina si riferisce? Alla15 verso, che riproduce una specie di quadrifoglio, dove una foglia presenta un cerchietto. E sapete cos’è il cerchietto? Un foro nella pergamena. Bravo, bravissimo esperto del….
    L’altra assente all’appello nel blog è la signora SHERVOOD. La detective di Voynich sostiene che il Ms. l’ha realizzato Leonardo da Vinci, perchè sotto il segno dell’Ariete c’è la firma “ob…..l” che letto specularmente è Lionardo, e così firmava il genio! E Il 15 aprile, data riportata nella pagina dell’Ariete, nacque il da Vinci.
    A te, che detieni il blog, dico Perdinci, Perdindirndina! Come hai osato dimenticare questi cervelloni???
    Sì, sono uno spirito allegro. Ma il primo che parla male di Aldo Gritti, che ritengo abbia risolto il secolare enigma, do una zampata e lo spedisco insieme alle femmine nude che si sollazzano nella piscina.
    CHICHIBBIO

    15 giugno 2012 alle 15:55

    • AlPuzzle

      Roberto,
      hai ragione! ora che ci penso è proprio una dimenticanza imperdonabile, ma grazie al tuo suggerimento inseriremo una nuova categoria di link appositamente per riportare quelle che sono le teorie più eccessive proprio come quelle che ci hai raccontato… penso ad esempio alle tante teorie sugli alieni. Steremo però sempre attenti a farlo nel dovuto rispetto perché abbiamo il dono di essere prudenti e sprattutto di dare il beneficio della buona fede a tutti finché almeno non sia dimostrato il contrario. Purtroppo, infatti, c’è già chi fa considerazioni sarcastiche simili a quelle che hai fatto tu anche sulle rivelazioni presenti nel romanzo di Gritti. Abbiamo l’assoluta certezza che la verità in questo caso va aiutata. Grazie mille per l’intervento e i consigli che faremo nostri. Torna a trovarci presto!

      15 giugno 2012 alle 18:36

  3. Erminia Toto

    Sono una paleografa, perciò mi piace evidenziare di questo libro il flash-back, intitolato “La cucina del diavolo”, diviso dall’Autore, come in una rappresentazione teatrale, in 3 scene. Avviene qui la beffarda e puntuale ricostruzione del falso manoscritto. In tutta sincerità, ho visto i coniugi Voynich effettuare la falsificazione e inserire le informazioni segrete (celate dai glifi), per immolare vite umane!
    L’essere paleografa mi dovrebbe far propendere per un documento autentico.
    In verità, anche con mia sorpresa, ho recepito dal romanzo i pensieri dell’Autore, le sue emozioni, la sua rabbia e mi ha convinto della falsità del manoscritto, che ha fatto impazzire e fa impazzire gli studiosi di tutto il mondo.
    “I custodi della pergamena proibita”, per ora è ancora una mina inesplosa, ma quando esploderà, dovrà prepararsi alla…controffensiva nemica. Anzi, da come leggo in questo blog, già qualche colpo è partito…

    16 giugno 2012 alle 12:30

    • AlPuzzle

      “Se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti, non troverai la verità” Eraclito
      L’autore inserisce questa frase all’inizio del romanzo proprio sotto al Salmo 129. Grazie mille per il tuo intervento.

      16 giugno 2012 alle 12:56

  4. giorgio

    In primis mi corre l’obbligo di ringraziare i curatori di questo blog per l’accuratezza con cui lo hanno realizzato e per lo spazio dedicato alla locandina. La presentazione del libro di padre Gritti, a Pescara, si é svolta in un clima di interesse, curiosità e meraviglia.
    L’affluenza di pubblico é stata notevole, grazie forse anche alla vostra pubblicità. Mi piace ora relazionare in breve sul Convegno Internazionale tenutosi a Villa Mondragone, presso Frascati, il giorno 11 maggio 2012 e dedicato al presunto ritrovamento del manoscritto Voynich, conosciuto anche come Ms 408, attualmente conservato presso la Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale. La mia partecipazione al convegno ( dovuta alla cortesia e all’ospitalità del Prof. Franco Giannini, Presidente di Villa Mondragone ) é consistita in una concisa relazione ( circa 5 minuti ) sulla nuova e rivoluzionaria tesi esposta nel libro di p. Aldo Gritti, formulata in base ai documenti in possesso dell’autore e alle indagini da lui effettuate. A tal proposito é doveroso precisare che io ho fatto parte del team di ricerca del sacerdote. L’uditorio sembrava attento alle notizie da me fornite, ma credo invece che io sia risultato quasi un personaggio “blasfemo” che infrangeva il loro INVIOLABILE MITO.
    Gli interventi, 11 come dal programma dei lavori, hanno avuto la durata media di 30 minuti ciascuno, ad eccezione di quello di Greg Hodgins, illustrante l’analisi effettuata con il radiocarbonio-14 al fine di datare con sicurezza la pergamena. Lo stesso Hodgins ha avanzato l’ipotesi che il manoscritto sia un falso realizzato dallo stesso Voynich.
    Le relazioni sono state tutte dei monologhi, pertanto dissonanti, in quanto i relatori hanno presentato tesi completamente differenti l’una dall’altra, concordando solo ed esclusivamente su una ed una cosa : il Ms 408 é un’opera realizzata nel medioevo.
    In pratica é stato come ascoltare un concerto dove ogni strumento suonava per conto suo, come se ogni relatore parlasse solo per convincere se stesso della veridicità delle argomentazioni esposte ( in base alla nota teoria del più lo affermi e più ti convinci ).
    Mi ha particolarmente divertito ( in riferimento alle tre figurine disegnate e alle righe di testo riportate sull’ultima pagina del Ms, puntualmente decodificate da p. Gritti e riportate ne ” I custodi……..” ) l’intervento di Johannes Albus, illustrante una fantascientifica ricetta medica medioevale, in base alla quale il fegato di caprone e la cera d’api sarebbero un toccasana per le ferite.
    Concludo scusandomi per il ritardo con cui posto questa comunicazione, ringraziando per l’ospitalità e complimentandomi nuovamente per il blog.
    Giorgio Conti

    24 luglio 2012 alle 22:30

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