La verità vale più di un'identità


Recensioni dei lettori in rete

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Marco

QLibri

GRITTI E LE SUE SCATOLE CINESI

Un thriller veramente originale e costruito a scatole cinesi. Il presente costellato di omicidi al Borghese Palace Art Hotel di Firenze, a Londra e New Haven, s’inserisce, con intelligenza e man mano, nel passato. In quel passato maledetto del famoso libraio antiquario Wilfrid Voynich, dal quale prende il nome il manoscritto conservato alla Yale University. La narrazione corre veloce nella nostra epoca: omicidi, volanti di polizia italiana e straniera, colpi di scena, trucchetti su internet e poi con poche battute, Gritti conduce il lettore alla presenza di Voynich. Una figura ambigua, perfida, calcolatrice, che SI COSTRUI’  LUI QUEL MANOSCRITTO PIU’ CELEBRE AL MONDO. E, questa, non è fiction, ma una tragica realtà, perché -documenti inseriti nel testo- l’Autore dimostra come quel perfido Polacco, spia mercenaria, utilizzò quella pergamena come strumento per trasmettere messaggi segreti e barattare vite umane. Terribile è tuffarsi nella strage del Titanic, da Voynich e dal suo entourage provocata, e assistere alla morte di Pierre Curie spintonato sotto un carro (quindi non fu un incidente!). Ma non solo ciò: ben altro si scopre. E in un “palleggio” fra Ieri e oggi, Aldo Gritti, arricchisce il plot di giochi enigmistici, di trucchi messi in atto dall’Ispettrice della Polizia Postale Novelli, per non smorzare il pathos.Originalità, intelligenza, linguaggio piacevole fanno di questo thriller un capolavoro di un “genere particolare”, che non eguaglia nessun testo. Farà molto discutere, già ho letto qualcosa al riguardo, ma penso che coloro che da cento anni si sono arrovellati per capire il contenuto del manoscritto Voynich proveranno non poca invidia. Chi sia Gritti non è dato saperlo. Risulterebbe un sacerdote che, per motivi di salvaguardia, usa uno pseudonimo. E’ vero? Non saprei dirlo. Però tutto de “I custodi della pergamena proibita” mi “attizza”.

Mikiamokappa

 Anobii

ECCELLENTE

Del tutto sconvolgente e originale. Finalmente risolto l’enigma del manoscritto Voynich, in un alternarsi di presente e passato. Il misterioso Voynich appare nella sua perfidia di falsario e spia, responsabile insieme ad altri della corte di potenti personaggi anche dell’affondamento del Titanic. L’intreccio costruito con tecnica e maestrìa interseca fatti attuali con quelli del primo Novecento. Elda, la protagonista, appare nella sua vividezza di Ispettrice della Polizia Postale e riesce a trovare nei computer il bandolo dell’ingarbugliata matassa, che unisce le tre vittime, uccise in modo lacerante, . Orginalisimo il finale. Mi è molto piaciuta la cattura dell’assassino italiano, con l’intervento degli elicotteri. Un trhiller, a detta dello scrittore Evangelisti, geniale, brillante e di rara intelligenza.Spero che la smettano i presunti esperti di scrivere baggianate su questo manoscritto falso e messaggero di morte.

Bravo ALDO GRITTI!

Ondina

Amazon

L’ho letto a casa di un amico. Mi sono iscritta per acquistarlo. L’intreccio fra passato
e presente è fatto con arte. Verosimile la figura della protagonista Elda, di cui si serve Aldo Gritti, per smascherare Voynich e il suo manoscritto. Finalmente un punto fermo su un mistero lungo 100 anni. Sono impazzita, però, per tentare di capire i riferimenti, indicati con asterisco, che rimandano alle foto e ad un elenco che riporta i numeri di pagina, suppongo, della copia cartacea. Dispiace che un così bel lavoro della mente venga inficiato da una “impaginazione” raffazzonata. Mi meraviglio della Rizzoli.

Jester

Amazon

Thriller che si legge tutto d’un fiato. Belle le parti del passato, ancora migliori quelle del presente. Il romanzo d’esordio di questo sacerdote è decisamente una sorpresa. Intrigante poi tutto l’apparato storico relativo al manoscrittoVoynich. Consigliato!

Lagriml

Amazon

E’ un romazo eccezionale. Dopo tante chiacchiere inutili lunghe un secolo, finalmente giunge “i custodi della pergamena proibita”, dove Aldo Gritti, in un intreccio di fiction e realtà, RIVELA IL CONTENUTO DEL MASCRITTO VOYNICH. La trama è congegnata in modo egregio: delitti di oggi s’intersecano con quelli reali del passato. Delitti agghiaccianti: e se nella fiction sono tali, quelli veri (tra cui il complotto dietro la strage del Titanic) non appaiono da meno. Magnificamente descritta la figura di Wilfrid Voynich, spia e falsario, nonché venditore di merce umana. Credo che la Yale (che conserva il manoscritto) sia stata servita e così tutti coloro che non desideravano la verità. Un romanzo che farà discutere, perché la verità non è sempre comoda. Scolpiti i personaggi e intriganti le indagini svolte dalla polizia postale italiana. Tutto è nascosto nei pc, in un’area virtuale. Elda Novelli, l’Ispettrice riesce a cogliere il nesso fra i delitti di ieri e di oggi, rischiando la sua stessa vita. Il finale è travolgente, ma c’è qualcosa di volutamente sospeso. Il lettore deve operare una scelta. E’ un thriller dove l’ingegno e l’abilità descrittiva si sposano al servizio del lettore.

Al

IBS

Il romanzo ha in se delle rivelazioni fondamentali che riscrivono parte della storia dell’umanità… La novità è grandiosa. Seppur vero che è un pochino off-limits per in non esperti del manoscritto devo dire che in realtà stimola a conoscere di più sia il personaggio, Voynich, sia il manoscritto stesso… In alcune parti lo stile narrativo è decisamente accattivante, purtroppo non è sempre così, alcuni dialoghi e alcuni personaggi lasciano a desiderare. Resta la sensazione di avere tra le mani un libro che farà parlare, magari con tempi lunghi, ma diventerà un romanzo cult.

Hermes95

IBS

Ho letto con molto interesse il libro ”I custodi della pergamna proibita” dell’esordiente Aldo Gritti. Devo dire che ho apprezzato molto il ritmo narrativo incalzante e pieno di colpi di scena, privo di tempi morti. Inoltre, l’trecciarsi di flashback storici con eventi al presente ha il merito di tenere desta l’attenzione del lettore e di guidarlo nei meandri misteriosi della storia del XX secolo. Per quello che so del periodo storico descritto e analizzato nel romanzo, l’autore ha dato dimostrazione di una meticolosa ricerca storica  che fornisce all’intera trama un solido supporto nel legare eventi passati ad eventi presenti. Leggendo il romanzo di Gritti, si ha l’impressione di vivere nelle vicende narrate grazie alla straordinaria capacita’ descrittiva dell’autore di proporre al lettore personaggi e ambienti. Molto ben azzeccati i personaggi dell’ispettrice Elda Novelli (ce ne fossero in realta’ di donne cosi’!)e del commissario Andrea Corsi. Mi aspetto un’altra avventura del duo, magari con un risvolto romantico…chissa‘…e’ un’idea che lancio all’autore di continuare a deliziarci con le avventure di Novelli e Corsi..spero che egli accolga la mia richiesta che credo sara’ condivisa da altri lettori. Il finale e’ perfetto. Davvero spero possa esserci un seguito. Consiglio vivamente la lettura a tutti!

W.M.

IBS

Ho letto due volte il libro, con l’intento di valutare a fondo la trama, i passaggi spazio-temporali, lo stile. Libro davvero interessante, istruttivo, avvincente. Stilisticamente adeguato alla nostra epoca. Del manoscritto Voynich masticavo qualcosa, nel senso che su Internet ho letto alcuni dei tentativi fatti dai più svariati personaggi (soprattutto stranieri), per non concludere un bel niente. Abbiamo Gritti, un italiano, che in modo convincente ha tirato fuori l’asso dalla manica. Il “De Furtivis” di Giovanbattista Della Porta, utilizzato dallo stesso Voynich per criptare il manoscritto. Che avesse fatto un falso, poco cale; ma che tramite quella pergamena si sia messo a trasmettere messaggi speciali per contribuire a far fuori gente, questo è da condannare migliaia di volte. I Custodi della Pergamena proibita è un libro che fa e farà discutere. Le drammatiche scoperte che emergono fanno davvero rabbrividire. Personaggi del passato, creduti morti per incidente, risultano frutto di complotti ben orditi e messi a tacere. Ma Gritti ha rivelato, senza peli sulla lingua e il tutto inquadrandolo in un thriller sconvolgente e ben articolato. La suspense mantiene il lettore col fiato sospeso, ricevendo contraccolpi di colpi di scena, cum grano salis sistemati al momento giusto. Bello anche il corredo illustrato, ma la cosa certamente più avvincente è la “ricostruzione” del celebre manoscritto. Si ha l’illusione di vedere i coniugi Voynich (anche la moglie Ethel partecipa alla beffa) all’opera nella loro “cucina del diavolo”, dove risultano co-protagonisti inchiostri, colori elaborati alla maniera antica, ecc. Do’ la mia considerazione finale: Il romanzo di Gritti ha una duplice corsia intersecantesi: il presente con efferati omicidi, scopribili tramite pc, grazie alla splendida ispettrice della Polizia Postale Elda Novelli, e una seconda corsia, che fuoriesce proprio da questi pc, dove le vittime attuali avevano celato la verità da loro scoperta. Ambiguo il finale…

Neofito

IBS

Sono un neofito (preferisco la “o” alla “a”) e riporto quel che segue: “Gli ci sarebbe voluto un di tempo a farne un codice che avesse avuto tutta l’apparenza dell’autenticità.” Non sono parole di Aldo Gritti, ma di Sciascia che riferisce ne “Il Consiglio d’Egitto” del falso manoscritto creato dall’Abate Giuseppe Vella. Il mio non è un paragone, ma solo rinverdire la memoria su di un falso perpetrato dall’Abate Vella nell’Ottocento.  Se l’Abate Vella fu sgamato in vita, oggi è toccato a Voynich da morto. Sto leggendo “I custodi della pergamena proibita”, finora mi pare intrigante, con eccellente meccanismo giallo. Tutti i personaggi finora incontrati  (del presente e del passato) hanno una loro logica successione e, per quanto taluni argomenti (vd. lo stesso W. Voynich rivoluzionario) possano presentare termini di difficile lettura, ricordo qui la demenziale lingua  gaelica utilizzata nel romanzo “Il cenacolo delle Sorelle” da altro autore. Ora, nel caso del romanzo di Gritti, come avrebbe dovuto, l’Autore, cambiare i termini per renderli fruibili? Qui, mi pare, si sta facendo una questione di lana caprina. Che fosse, per caso, la faccenda della volpe e l’uva? A qualcuno va forse un stretto che Gritti ha decodificato il manoscritto Voynich? Ho letto fino a pagina 327. Non ho la minima idea di chi sia l’assassino principale, aldilà dei personaggi responsabili già evidenti. Molto calzante l’ispettrice Elda Novelli, niente male la figura del commissario, ottime le scene in cui l’indagine avviene alla polizia postale. Finora molto intrigante e pure qualcosa di più. Consiglio la lettura.

Lg

IBS

Ma chi se ne importa se Gritti è uno pseudonimo…L’importante è che ha scritto un bel thriller basandosi su di un personaggio esistito,Voynich. Lo sta facendo conoscere, grazie al suo lavoro egregio,a mio avviso. Poi, cari lettori, parliamoci chiaro: finora cosa è stato scritto sul manoscritto Voynich? Solo masturbazioni mentali. Sì, li conoscono i tentativi di decodifica fatti in tutte le parti del mondo. E allora? Qual è il contenuto del manoscritto? Niente di niente. Adesso invece io vedo luce. Brutte cose, ma in luce. Prete o non prete, uno non si mette a scrivere di tante argomentazioni se non ha qualche sostanzioso fondamento e le prove presentate anche nelle immagini mi paiono un buon supporto. Ma noi dobbiamo badare anche a tutta la cornice. Un thriller, ben congegnato, con tutti i puntini a posto: i tre omicidi che avvengono dove Voynich aveva le sue botteghe di libraio, le date, le modalità degli omicidi… Un impianto scenografico attualissimo… internet…le aree virtuali… le spie… tutto un insieme che rende il libro degno di encomio. La caccia all’omicida e il colpo di scena finale. Qui si parla di neofiti…Qui si vuole in certi commenti sottovalutare l’intelligenza dei lettori. Chi non sa, si documenta, o se non vuol farlo, apprende. Qualche nome gli sfuggirà…e con ciò? E’ l’insieme -lo ripeto- a mostrare ciò che Gritti ha voluto dimostrare. Gli do il massimo. Un’altra cosetta da non sottovalutare: secondo me, la Rizzoli, non ha preso questo libro a scatola chiusa. Avrà voluto vedere cosa possedeva il prete ( o la monaca, o il frate, o l’impiegato di banca…). Chiudo con questa considerazione: se Voynich è, come è descritto, credetemi aveva bisogno in vita di un sacerdote esorcista.

Aldo

IBS

Un romanzo – documento questo di Gritti (pseudonimo) su un mistero bibliografico irrisolto che si rivela, attraverso queste pagine, qualcosa di ben più inquietante. Si tratta di documenti originali dei quali Gritti sarebbe venuto in possesso, in particolare le pagine diaristiche di Wilfrid Voynich, lo spregiudicato libraio antiquario che Gritti, e non solo, riconduce ad una ben più estesa e potente e spregiudicata attività spionistica e mercenaria. Il giudizio complessivo è buono ma restano dei lati oscuri che il libro di  Gritti (ma perchè utilizzare uno pseudonimo?) non chiariscono, anzi. Sembra che il mistero intorno al codice MS 408 (così è infatti catalogato  alla Beinecke Library di Yale) si infittisca ancora di più. Se tutto quanto scritto da Gritti fosse vero, non abbiamo elementi per dubitarlo ma neppure per confermarlo, la storia del Voynich e dello stesso Wilfrid Voynich, assumerebbero ben altri caratteri, ben altri scenari, ben più inquietanti misteri. Una lettura comunque piacevole anche se a tratti resa difficoltosa da nomi e circostanze poco chiare per il neofita.

Flo

IBS

A prescindere dalla copertina, le cui scritte sono in ascesa, come quasi a lanciare un messaggio “subliminale”, lo trovo davvero un bel romanzo, così lo stile. Molto ad effetto i tre delitti e ben scaglionati i flash back. Ho imparato una storia nuova, ma mi colpito molto la figura di Voynich.  Non ne sapevo un’acca. Certo, se tanti esperti si son presi la briga di studiare il manoscritto di questo antiquario senza cavarci nulla, allora questo libro di Gritti è un colpo da maestro. Possibile mai che nessuno si sia accorto che la Yale conservi un falso? Efficaci i colpi di scena, che si susseguono e mi è piaciuta tutta l’indagine svolta dalla polizia postale. Pane per gli entronauti. Quanto è antipatico il p.m. Franci! Elda, la protagonista,  mette in risalto le qualità cerebrali femminili. Il finale, non saprei dire…Sembra a scelta del lettore. Mi è piaciutò, ma forse mi aspettavo che fra Elda e il commissario Corsi… ma invece… Consiglio questo libro: ce n’è per tutti i gusti. Non avrei mai creduto che l’assassino fosse… Un colpo basso di Gritti.

Mario

Falenza

IBS

Non conoscevo nulla di questo manoscritto e mi aveva incuriosito, lo ammetto, soprattutto il prezzo così basso rispetto alla media dei titoli rilegati. L’ho finito in una notte intera (insonne) ed adesso ne so molto di più su tanti misteri del XX secolo. Un romanzo scritto molto bene e con una trama attuale nonostante qualche flashback di troppo. I personaggi sono tutti molto azzeccati e scoprire il colpevole non è affatto agevole.  Un bravo a questo sacerdote scrittore da un (povero) miscredente lettore!

Massimo Gatta

IBS

Gran bel romanzo il cui unico piccolo neo è che sarà apprezzato soprattutto da coloro che già conoscono la lunga e misteriosa storia di questo codice,  oggi conservato alla Beinecke Library di Yale. Dopo le prime cento pagine, infatti, seguendo il normale ductus di un classico libro giallo, Gritti fa precipitare il lettore neofita, con troppa immediatezza e disinvoltura, in nomi e circostanze che potrebbero confonderlo troppo, risultando al contempo noiosi. Elementi e circostanze che il conoscitore, al contrario, apprezza molto. Non saprei quindi come meglio definire il romanzo. In ogni caso è un ulteriore, legittimo, tentativo di scrivere qualcosa di nuovo e di originale su questo manufatto totalmente muto e misterioso, fin troppo studiato e, nello stesso tempo, celebrato abbondantemente anche dal mondo della narrativa contemporanea.

Gmunao

Anobii

La storia è sicuramente avvincente: l’idea di svelare una volta per tutte il segreto del tanto dibattuto manoscritto Voynich stuzzica sicuramente la curiosità del lettore. In più, è apprezzabile la quantità di lavoro che l’autore ha dovuto svolgere per prepararsi adeguatamente in materia, rendendo a volte il libro più simile ad un saggio che ad un romanzo. Peccato che ad un’idea ben strutturata corrispondano una narrazione confusionaria, una descrizione degli eventi prolissa e non ben articolata e, soprattutto, una serie di dialoghi da far accapponare la pelle e che sicuramente non si confà
alla presunta natura sacerdotale dell’autore. In più, traspare da tutto il romanzo un odio evidente dello stesso autore nei confronti di Voynich, quasi si trattasse di una faccenda personale: ma non dovrebbe essere il lettore a farsi un’opinione in base alla storia, senza che essa gli venga inculcata nella mente da un Demiurgo esterno? Peccato perché l’idea era originale e poteva essere sviluppata meglio.

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